Il progetto per la creazione di questo giornale redatto da ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico è mosso da due motivazioni di fondo: la crescita personale dei soggetti coinvolti e la sensibilizzazione di tutti, noi e voi, in merito al mondo interno di questi ragazzi, cercando di mettere in luce le difficoltà che queste persone sono costrette ad affrontare nel quotidiano. Un punto di vista non consueto, non ordinario, non abituale, ma necessario as “far conoscere e far capire”.

E’ un giornale certamente“atipico “ in quanto non rispetta le solite regole redazionali, ma è lasciato alla libera scelta dei redattori che sono, appunto, i ragazzi con autismo.

I redattori sono infatti liberi di esprimersi attraverso un loro linguaggio e di scegliere i contenuti a loro più cari e congeniali. E’ stata previsto, come è ovvio, un affiancamento di figure professionali al fine di facilitarli nel compimento di questo lavoro e di evitare che il lavoro editoriale sconfini in ambiti che non rientrano negli obiettivi del progetto.

In questo senso, accanto alla Redazione, composta esclusivamente da ragazzi con DSA, è stato costituito un Comitato Editoriale composto da operatori e/o professionisti con il compito di coadiuvare la redazione assicurandole la massima autonomia e autorevolezza nella stesura del giornale e facendosi nel contempo garante che, dal punto di vista economico-finanziario, tutte le risorse siano esclusivamente destinate alle finalità previste dal progetto.

Come Comunicare

La comunicazione si conferma essere una funzione fondamentale nella vita di ogni essere umano e si può esprimere attraverso un giornale cartaceo, come questo che vi presentiamo nel suo numero zero, attraverso l’abilità di scrittura e quella iconografica Il momento redazionale e di programmazione del giornale è diventato così uno dei modi con cui i ragazzi hanno potuto, oltre che ordinare e attribuire un senso alle proprie esperienze, anche percepire attraverso relazioni sociali significative un possibile rapporto con altri soggetti con cui si condividono esperienze ed appartenenze (educatori, psicologi, medici, giornalisti impegnati a titolo istituzionale e/o professionale o di volontariato), a sottolineare come l’individuo non dipenda solo dai propri sistemi di significato, ma anche dal suo rapporto con l’ambiente e le persone con cui la sua vita si è incrociata (nella stesura e confezionamento del giornale, nel processo terapeutico, ecc). il linguaggio giornalistico Il lavoro redazionale ( rigorosamente previsto una volta alla settimana, il lunedì alle 17 e trenta) è diventato così, per i ragazzi della redazione, un’occasione di ridefinizione e rielaborazione della propria identità (la “ridefinizione del sé”), che si è attuata attraverso la narrazione giornalistica (uso del linguaggio scritto, uso delle immagini, uso degli strumenti di lavoro come registratori, telecamere, videocamere, ecc). La consapevolezza di uno strumento comunicativo come il linguaggio verbale o di un linguaggio mimico-gestuale è fortemente compromessa dalla difficoltà strumentale di agire in tal senso.

Ciò porta spesso a perdere l’intesse per la comunicazione accentuando così l’isolamento delle persone con autismo. In età adolescenziale poi la perdita degli interventi riabilitativi che stimolano i soggetti a comunicare , riduce ancor più l’interesse verso il mondo reale. L’attività giornalistica pertanto è stata, in questo senso, uno strumento per mantenere attivo nei ragazzi questo bisogno di comunicare che non può esaurirsi solo per la dimissione da attività riabilitative.

l’equipe diagnosticoriabilitativa L’equipe diagnostico-riabilitativa del Centro ha visto nella creazione di questo giornale da parte di ragazzi con DSA l’opportunità di sviluppare abilità adattive e comunicative specifiche tra soggetti di pari età all’interno di un’azione educativa mirata a favorire la crescita di varie funzioni nell’equilibrio di una evoluzione psicologica.

L’ambiente redazionale, specificatamente strutturato, è in qualche modo diventato anche un luogo ideale per ridurre la difficoltà di mettersi in relazione con gli altri e per sviluppare strategie comunicative adeguate all’interno delle relazioni interpersonali e verso quelle sociali esterne al gruppo.

Questo aspetto ha assunto una grande importanza per i ragazzi con autismo in quanto ha contribuito a sviluppare la possibilità di avere contatti con i ragazzi del gruppo creando dei legami di amicizia e di continuità relazionale che spesso le persone con autismo perdono nel corso della loro crescita.

Ultimo, ma non meno importante, sarà inoltre il riscontro dei lettori del “giornale” che verranno in contatto con il mondo interiore e le capacità creative e comunicative dei soggetti con DSA, permettendo l’attuarsi di nuove conoscenze e risposte verso i ragazzi con questo disturbo.

un esperimento Il progetto dei Fantastici 15 ha un carattere di tipo sperimentale in quanto andrà a verificare il livello di partecipazione attiva e di comunicazione dei ragazzi  on autismo alla realtà sociale.

L’obiettivo principale riguarda lo sviluppo in tempi non prestabiliti di un giornale che, oltre ad avere una continuità editoriale, abbia dei contenuti definiti dai ragazzi, il cui linguaggio sia originale e non trasformato dall’adulto.

Target e Destinatari
Il progetto è rivolto principalmente a ragazzi pre-adolescenti (11-14) ed adolescenti (15-18) e adulti con diagnosi di DSA che hanno una presa in carico attuale o che siano stati precedentemente seguiti presso il Centro di Ricerca, Diagnosi e Cura per l’Autismo di Verona o presso uno degli altri Centri in rete con Verona.

Gli Obiettivi
Comunicare agli altri i propri pensieri ottiene alcuni importanti risultati nei soggetti con autismo:

1. Sviluppare una auto-conspaevolezza dei processi comunicativi in un contesto relazionale tra i pari e con il mondo esterno.

2. Riconoscimento sempre più forte di un mondo esterno che comunica ed interagisce con notizie e fatti.

3. Sviluppare una propria iniziativa e riconoscimento consapevole di un proprio pensiero che si struttura in un atto comunicativo verso gli altri.

4. Creazione di legami tra il gruppo di lavoro che possano diventare relazioni stabili.

5. Favorire lo sviluppo di un linguaggio funzionale all’interazione sociale (per mostrare, chiedere, dire, ecc..).

6. Informare i media sulla tematica dell’autismo evidenziando le potenzialità creative, il mondo interiore, le emozioni, i pensieri di questi ragazzi pur nelle loro differenze espressive.

7. Misurarsi in una esperienza che ricalchi un modello lavorativo.

8. Agevolare il lavoro di rete e implementare la comunicazione tra i soggetti e tutte le realtà territoriali, regionali e nazionali istituzionali (istituti scolastici, enti locali, strutture sanitarie e sociali) e non istituzionali (associazioni del terzo settore, professionisti, volontariato,ecc…).

1) la redazione: formata da: luca nicholas alessandro michele b. martina bianca giulio b. edoard davide elena alice daniel giulio t. francesca michael michele s. angela christian umberto ale

2) il comitato editoriale, formato da:

  • un direttore del progetto: Maurizio Brighenti
  • un vicedirettore del progetto: Anna Franco –
  • gli operatori dell’equipe multi-professionale del C.D.C.R.A.: Consuelo Bergamin, Stefania Bottacini, Anna Cinì, Federica Oppi, Maurizio Gioco

3) uno studio grafico: Emanuele Del Miglio e Stefania Carniel

4) un giornalista professionista: Toti Naspri