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Giornale atipico

l’editoriale – num. 0/2013

Maurizio BrighentiPubblicare un giornale redatto in piena libertà dai ragazzi con autismo è una esperienza che in qualche altro Paese ha trovato un suo spazio, ma in Italia inizia con il nostro numero zero. L’idea è nata a Verona dall’amico giornalista Toti Naspri ed ha coinvolto immediatamente gli operatori e i ragazzi a cui lo abbiamo proposto. Quando ho ascoltato questa idea, sentivo che era come spalancare una porta mai aperta nell’autismo. Era un modo per dimostrare chi sono veramente questo ragazzi, al di là dei sintomi che tutti conoscono, per entrare in un “mondo interno” fatto di gioie, sofferenze, aspettative, richieste, emozioni che invece è sconosciuto a molti, anzi a volte nemmeno riconosciuto ed accettato. Ho quindi coinvolto quindi gli operatori del Centro Autismo di Verona ed abbiamo iniziato a incontrare un gruppo di ragazzi.
Tutti hanno compreso il senso di questa iniziativa e le spiegazioni e le successive adesioni furono in totale unanimità. Nessuno sapeva bene che cosa fare, ma dopo varie discussioni tra noi ed i ragazzi abbiamo trovato un modo di lavorare che permetteva a tutti di dare un proprio segnale comunicativo al mondo. Nessuno è mai mancato agli incontri, se non per motivi specifici, e nessuno ha mai creato problemi comportamentali, sopratutto chi ci dà a volte del filo da torcere. L’attenzione al compito di voler realizzare il giornale era altissima e la partecipazione totale. Gradatamente si è iniziato a dare forma a ciò che significa “comunicare se stessi agli altri”, è aumentata la consapevolezza delle proprie difficoltà, ma anche del forte bisogno di affermare la propria idea. Così i ragazzi hanno votato in modo molto democratico e rispettoso delle decisioni altrui, il titolo del giornale, scelto tra i tanti proposti ed i vari argomenti da trattare. Hanno accolto l’idea di conoscere il mondo attraverso delle esperienze dirette nella realtà che il nostro territorio ci offre, anche se la gita prevista a Venezia per la Biennale non è stata effettuata a causa dell’acqua alta. Hanno però incontrato il signor Bauli perché era Natale e visitare una fabbrica di panettoni era un’idea molto allettante. Nessuno è mancato e tutti hanno preparato delle domande sui panettoni e sui pandori da porre al proprietario della Azienda. Ogni esperienza è sempre proposta in gruppo, così la sua elaborazione ed altre iniziative, vengono discusse e preparate per il prossimo futuro. Certamente tutti hanno capito che il giornale si può realizzare solo se si sta insieme e se ci sono i fondi e quando è stata comunicata la loro mancanza, c’è stata la triste consapevolezza che il denaro non è solo un problema di apprendimento, ma uno strumento spesso utile per realizzare anche i sogni. Tuttavia, abbiamo realizzato il numero zero, ma vorremmo pubblicare anche il numero 1 e credo che con le idee di tutti, ragazzi, genitori ed operatori e conoscenti sensibili, riusciremo a trovare le risorse sufficienti per continuare. Infine, questa non è solo una esperienza piacevole o interessante, ma è un modo di crescere nel  ondo, dimostrando a tutti che c’è sempre un modo e qualcosa da comunicare con gli altri, anche senza le parole…… purché qualcuno ascolti.

Maurizio Brighenti

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